Sono ben convinto del fatto che non esista amore più grande, di chi offre il proprio tempo, e quindi la propria vita, al servizio degli altri. È un qualcosa di così grande, alto e generoso che con estrema difficoltà posso solo pensare a qualcosa che eguagli una simile bontà d’animo. E proprio per cercare di capire, per poterli ammirare sempre più, chi compie questi straordinari atti d’altruismo, ho provato a chiedere lumi a Gian Filippo Cocco, volontario.

Cosa vuol dire, al giorno d’oggi, fare volontariato?
Premetto che faccio volontariato presso Millesport per ragazzi down e autistici. Fare volontariato significa dare un aiuto a persone che, all’apparenza, hanno qualche limite, poiché ognuno ha dei limiti e bisogno di aiuto. Io stesso ne ho, ma questo non mi ferma, mi stimola a conoscere nuovi orizzonti.

Che spirito anima un volontario?
Un volontario deve essere predisposto ad aiutare gli altri, non sentendosi obbligato, ma agendo con il cuore.

È una cosa che può fare chiunque od occorrono particolari requisiti?
I requisiti per far bene volontariato può averli chiunque, se riesce a trovare amore in quello che fa.

Hai mai pensato fosse un compito troppo duro o faticoso?
All’inizio avevo paura di sbagliare, nell’approccio con i ragazzi, ma ho capito che il cuore è la macchina che ti porta in ogni strada. Ho superato la paura senza correre, ma agendo con calma.

È un’esperienza che consiglieresti a chiunque?
È un’esperienza che consiglio a chiunque. Infatti ho proposto a tanti amici di venire a conoscere questo mondo fantastico, e non mi sono mai pentito, perché vedere gli altri sorridere, illumina di gioia la giornata.
E se potete, aggiungo io, imparate e fate altrettanto.

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