Si dice che si possa mentire a chiunque, tranne che a sé stessi. Così come, si dice sempre, che nessuno ci conosca bene come noi stessi. Potrei ritenermi in parte d’accordo, ma vediamo allora cosa accade, se applico le suddette frasi a me stesso, intervistandomi!

Paolo, parlaci del tuo ultimo romanzo, H&J, com’è nato?

Io non volevo scrivere H&J. Non mi ritenevo all’altezza del compito. E tutt’ora sono dell’idea che chiunque avrebbe potuto realizzarlo meglio di come ho fatto io. Fu solo per l’insistenza e i continui sproni di mia moglie Titti se ho iniziato a scriverlo. E anche una volta terminato, con l’editore si pensava di far uscire un altro romanzo, un giallo ambientato nella nostra terra, dal titolo provvisorio di Così soffrirai di più. Alla fine, si decise invece proprio per H&J, e devo dire, che mai decisione fu più benevola.

Cosa ti ha dato questo romanzo?

Tutto. E di più. Mi ha fatto migliorare come persona, mi ha permesso di conoscere una moltitudine di persone, tutte una più splendida dell’altra; ho potuto visitare luoghi incantevoli e vivere momenti di rara intensità e bellezza.

Quanta parte di Paolo c’è dentro H&J?

Potrei dire che si può ritrovare una parte di me in ogni singola parola del romanzo, così come potrei affermare che io non esisto affatto. H&J è il frutto della collaborazione di una squadra affiatata, che ha lavorato serrata e unita per raggiungere un unico compito, quello di farmi diventare uno scrittore. Mia moglie Titti, il mio editore Alessandro, il mio direttore editoriale Fabio, il mio grafico Rinaldo, Ireneo con la sua introduzione, Giorgia con la sua nota scientifica, Giancarlo con la sua distribuzione, senza di loro, io non esisterei.

Cosa ti senti di dire a tua moglie Titti?

Senza di te, H&J non esisterebbe. Sei stata il fulcro e la fiamma e la spinta che mi ha portato a scriverlo. H&J è solo e soltanto merito tuo.

Cosa ti senti di dire al tuo editore Alessandro?

Senza di te, H&J non esisterebbe. Mi hai dato il tuo tempo, il tuo lavoro, la tua fiducia e il denaro che hai con fatica guadagnato, senza sapere se sarei riuscito a ripagare la tua fiducia o meno. Mi sono sentito investito e caricato di una simile mole di responsabilità, che ancora adesso non sento di aver ripagato in toto. Magari, forse, dopo la decima ristampa!

Cosa ti senti di dire al tuo direttore editoriale Fabio?

Senza di te, H&J non esisterebbe. Mi hai insegnato a scrivere, hai limato tutti i miei difetti, mi hai spinto a superare i miei limiti, spiegandomi come si scrive e cosa va scritto. Se H&J è un prodotto leggibile, lo si deve a te.

Cosa ti senti di dire al tuo grafico Rinaldo?

Senza di te, H&J non esisterebbe. Hai elaborato la copertina più bella, efficace e d’effetto che sia mai stata concepita, non credo ci sia altro da aggiungere.

Cosa ti senti di dire a Ireneo?

Senza di te, H&J non esisterebbe. Proprio come una polena scruta il mare augurando il meglio alla propria nave, così la tua introduzione è stata di una importanza fondamentale, poiché è ciò che per primo si legge.

Cosa ti senti di dire a Giorgia?

Senza di te, H&J non esisterebbe. La nota scientifica è stata quanto mai preziosa, perché permette a chi, ignorante come me, di capire un po’ di più che cosa può essere e che cosa non è, l’autismo.

Cosa ti senti di dire a Giancarlo?

Senza di te, H&J non esisterebbe. Grazie al tuo sforzo, H&J è arrivato ovunque nella nostra isola, da dove tutto è partito.

Con H&J, dove sei arrivato? E dove vuoi arrivare?

Se mi sentissi arrivato, da qualunque parte, avrei già fallito in partenza. Cerco di alzare sempre più l’asticella, cerco di fare sempre un gradino più, per non fermarmi mai. Penso sempre che in ogni presentazione, in ogni evento, possa fare qualcosa di più e di meglio. Ci sono due traguardi, in effetti, che vorrei che H&J riuscisse a tagliare, anche se non è semplice e non so se ci riuscirò mai; il primo è quello di essere l’autore sardo con casa editrice sarda, più venduto; il secondo, è quello di riuscire ad arrivare ad avere due ristampe allo stesso tempo, come solo i più grandi sono riusciti. Non sono traguardi semplici, ma io non mi arrendo, anche perché uno dei due, inizia a essere vicino!

Cosa ti senti di dire in chiusura di questa intervista?

Che nulla di tutto quello che ho fatto, sarebbe stato possibile se non ci fossero stati i lettori di H&J, gli unici veri e soli sovrani del successo editoriale di qualunque pubblicazione, che, in momento in cui l’economia non va troppo a gonfie vele, mi hanno permesso di staccare ben tre ristampe, portandomi a vele spiegate verso la quarta. Vorrei inginocchiarmi di fronte a ognuno di loro, per ringraziarli con il mio cuore mano, dicendogli che, se io esisto, lo devo soltanto a loro.

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