Mentre scrivo questo editoriale, non mi vergogno di dire, che lo sto facendo con gli occhi umidi di lacrime, per un dolore cieco, che non si placa soltanto con il tempo che passa, perché la profonda rabbia ingenerata in me, è troppo umiliante per poterla anche soltanto dimenticare. Sì, perché ho appena appreso dell’ultima, solo in senso cronologico purtroppo e non in senso assoluto, follia generata dalla stupida scelleratezza e dalla insensata crudeltà umana, anche se di umano, nel senso filosofico e pietoso del termine, non c’è ormai più nulla.
È volato in cielo, infine lontano dalle luride miserie degli uomini, l’ultimo rinoceronte bianco. Si chiamava Sudan, e viveva in Kenya, insieme a due femmine di nome Fatu e Najin. Ora, sono rimaste solo loro.
Sudan, il gigante buono, era malato da tempo, e a quarantacinque anni d’età, ha deciso d’averne fin troppo della becera stupidità umana, e dell’offensiva e immorale violenza, che l’hanno portato a essere l’ultimo maschio, della sua specie.
Cacciati, braccati, mutilati, ingabbiati, reclusi, uccisi, fino a quando non n’è rimasto più nessuno. Quando sento di tragedie come questa, non posso che vergognarmi, una volta di più, d’appartenere a quella che, con troppa arroganza e superficialità, si definisce la razza dominante del pianeta.
Razza di stronzi, al limite, o razza di coglioni forse. La razza umana, è l’unica che meriterebbe invece l’estinzione, immediata e definitiva. L’uomo non riesce a fare altro che uccidere i meravigliosi animali di questo pianeta, oltre che avvelenare il pianeta stesso. Siamo un tragico e maligno cancro, che sta uccidendo anche il proprio mondo. Davvero non riesco a immaginare stupidità e deficienza più grande.
È un editoriale scritto con grande rabbia, ma con profonda impotenza. Posso solo chiuderlo, con le sagge, disperate e profetiche parole di Tatanka Yotanka, meglio noto a coloro i quali contribuirono a sterminare la sua gente, come Toro Seduto:
“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”.
E che Dio abbia pietà degli esseri umani, perché loro stessi, non ne hanno neppure per sé stessi.

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